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Dalla Guglia di Pedra Longa
a Cala Sisine per i vecchi
sentieri dei carbonai -
Una delle più belle "alte
vie" del Mediterraneo, così
viene definito da Mario
Verin che con Peppino Cicalò
ne ha scoperto e divulgato
il tracciato, e proprio la
bellezza degli ambienti che
attraversa, le vedute della
costa che continuamente
propone, il profumo della
macchia mediterranea, e la
sua complessità, fanno del
Selvaggio Blu
qualcosa di speciale.
"L‘inizio della vera
distruzione delle grandi
foreste della Sardegna é
stata una delle tantissime
leggi emanate dal governo
Italiano nel 1863 con la
quale si permetteva il
taglio di 200.000 ettari di
bosco di alto fusto, in
particolare lecci e
roverelle adatti alla
costruzione delle nuove vie
ferrate. Cosí il taglio é
continuato per cinquanta
anni, divorando quasi
600.000 ettari di bosco.
Chilometri e chilometri di
aridi ciottolati calcarei
che oramai appartengono al
paesaggio "caratteristico"
della Sardegna".
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testo di Mario Verin,
tratto
da "ALP" giugno 1988 |
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Itinerario consigliato per
ottimi escursionisti che
conoscano le principali
manovre in corda doppia e
che sappiano scalare
autonomamente fino al III
grado. Si effettuano
impressionanti calate fino a
40 m. e si arrampica per
brevi tratti e traversi sino
al IV grado. Attenzione:
e' vivamente sconsigliato
percorrere l'itinerario
senza l'ausilio di una guida
(considerare che il 90% di
chi percorre l'itinerario
senza guida si perde senza
poterlo compiere
integralmente).
Programma
Primo
giorno: da Pedra Longa a Cuile "Us Piggius" -
Secondo
giorno: Da Cuile "Us Piggius" a Portu Quau -
Terzo
giorno: da Portu Quau a Cala Goloritzé - Quarto
giorno: Da Cala Goloritzé a Olobizzi - Quinto
giorno: da Olobizzi a Cala Sisine. |