Talana è situato in cima
ad un’aspra vallata compresa fra
una montagna ricoperta dal bosco
“Padente Mannu” e
più a sud, dalla “Serra
Longa”. Il territorio,
aspro, pietroso e avarissimo,
trova abbondante copertura
boschiva nelle località “Padente
Mannu”, “Margine”,
“Gudunu” ed “Ovelio”.
Alcuni storici fanno risalire
l’origine del toponimo Talana
alla lingua mesopotamica ed il
suo significato sarebbe
“splendore del cielo”, altri
all’etrusco Talana, divinità
femminile della giovinezza.
Alcuni studi storici ci fanno
sapere che Talana fece parte del
Giudicato di Gallura fin agli
inizi del 1300, passò poi ai
Pisani, agli Aragonesi,
agli Spagnoli, agli
Austriaci ed infine ai
Piemontesi.
Le uniche tracce di vita
prenuragica, Talana le ha in
zona “Silacararo”,
nelle “Domus de Janas”:
la caratteristica di queste “Domus”
è l’essere comunicanti fra loro.
Del periodo nuragico Talana
possiede vari Nuraghi ubicati
nelle zone più elevate di tutta
la Sardegna: il “Nuraghe
Odrollai” è a 1173 mt
d’altezza, quello del “Bruncu
Tortari” è a 1214 mt ed
è altissimo quello di “Bruncu
Pisu Cerbu”, 1348 mt.
Più agevole è il complesso
nuragico di “Bau’e Tanca”
a 1122 mt a qualche km dal
paese, interessante ed unico per
l’insolita simmetria dei nuclei
che formano il villaggio. Resti
di villaggi sono anche quelli di
“Serra er Domos” e
“Nercone”. La
civiltà nuragica ha, inoltre
lasciato reperti nelle Tombe dei
Giganti di “Bau’e Tanca”,
“Nercone” e “Surgu”.
La chiesa Parrocchiale di
Santa Marta, è stata
costruita da un architetto
ignoto; lavori, iniziati nel
1831, terminarono nel 1909, ed
alla sua costruzione contribuì
tutto il paese, ed è perciò
molto amata dai talanesi. Di
stile classicheggiante è ad una
navata e possiede 7 cappelle
laterali; al suo interno
conserva delle bellissime statue
in legno del 1700 e una croce
argentata di periodo
sconosciuto.