Il toponimo di Gairo deriva
dalle parole greche “ga”
“roa”, “Terra che
scorre”, con riferimento alla
precaria condizione
idro-geologica che interessa
parte del territorio gairese.
Il territorio ha conservato
numerose tracce dell’era
prenuragica, “Domus de Janas”
di “Scalarrana” e
dell’epoca nuragica nei villaggi
“Is Tostoinus” e di “Perdu
Isu”: il primo era un
villaggio di notevoli
dimensioni, infatti, si contano
più di 40 strutture tra Nuraghi
e capanne ed inoltre a poche
decine di metri è presente anche
una Tomba dei Giganti; il
secondo è costituito da 11
strutture tra Nuraghi e capanne.
I più importanti sono: “Perdu
Isu”, “Taccu Addai”,
“Genna e Didu” ed il
particolare Nuraghe de “Su
Serbissi”, intercomunicante
con una grotta sottostante
tramite un cunicolo scavato
nella roccia. Numerose sono le
testimonianze della civiltà
romana rinvenute nel territorio:
monete, anfore, ecc..
Dalla zona montana è possibile
partire per innumerevoli
itinerari naturalistici ed
archeologici che si snodano tra
boschi ancora vergini ed una
fauna ricchissima: da Tarquisara,
raggiungendo la valle e il
laghetto di “Genna Orruali”,
si può visitare la zona
archeologica e quella dei Tacchi
calcarei e il monumento naturale
di “Perda e Liana”, ora
dotato di alcune vie attrezzate
per il free-climbing, è
raggiungibile sia da Gairo
Tarquisara che dalla S.S. 198,
all’altezza della cantoniera di
“Sercerei”.
Spiagge incantevoli e
incontaminate ed acque
cristalline fra le più pulite
d’Europa: a partire da “Baccu’e
Praidas”, proseguendo con la
“Marina di Gairo”, de “Su
Sirboni” di “Cala’e Luas”
e, infine, di “Coccorrocci”.